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Il gioielliere Mario Roggero è entrato nel carcere di Bollate. Il ministro Carlo Nordio ha attivato l'istruttoria dei magistrati per la grazia. La premier Giorgia Meloni si è espressa duramente sui social contro l'ipotesi di risarcimenti ai familiari dei rapinatori.
Una cartolina per chi è lontano da Siena in questi giorni
Sabato 18 Luglio 2026 • Ore 17:20Il Palio è già storia recente. Le contrade hanno riposto drappelloni e bandiere, la Piazza ha ripreso il suo ritmo quieto d'estate, e molti senesi in questi giorni sono altrove — al mare, in montagna, a rincorrere un po' di refrigerio prima che agosto porti con sé il caldo più duro. È giusto così: anche chi ama profondamente la propria terra ha bisogno, ogni tanto, di guardarla da lontano.
Ed è proprio a chi in questi giorni è in vacanza, lontano da Siena, che vogliamo mandare questa piccola cartolina. Perché l'appartenenza a un luogo non si mette in pausa quando si parte: resta lì, sotto la pelle, e magari si fa sentire un po' di più proprio quando si è altrove, tra spiagge affollate o sentieri di montagna, e ci si accorge di quanto manchi il proprio campanile, la propria contrada, il proprio quartiere.
L'Associazione Culturale Il Selvaggio esiste esattamente per questo: per essere un punto fermo, un presidio radicato nel territorio senese, che continua a lavorare anche mentre la città si svuota per le ferie. Doposcuola gratuito, iniziative culturali aperte a tutti — il nostro impegno non va in vacanza, perché una comunità vera si prende cura di sé ogni giorno dell'anno, non solo nei mesi di festa.
Se sei lontano in questi giorni, portati dietro un pensiero semplice: la tua terra ti aspetta, con le sue radici intatte, pronta a riaccoglierti quando tornerai.
Memento
L'associazione culturale e civica Il Selvaggio di Siena ha dimostrato una forte solidarietà e cittadinanza attiva mobilitandosi in prima linea per portare soccorso e assistenza alle popolazioni colpite dalle devastanti alluvioni in Emilia-Romagna (maggio 2023) e in Toscana (novembre 2023).
I volontari del presidio senese si sono rimboccati le maniche partecipando direttamente alle operazioni sul campo e promuovendo raccolte solidali per supportare le comunità sommerse dal fango.
Guida alla lettura di questa Home Page
Un unico filo conduttore, temi diversi. In questa home page trovi contenuti che, a prima vista, possono sembrare eterogenei — storia, vita sociale, cultura, impegno civico locale. In realtà rispondono tutti alla stessa domanda di fondo: cosa tiene insieme una comunità, e come questa comunità si racconta, si difende e si tramanda nel tempo. Nella pillola col simbolo della matita, che trovate in basso a sinistra sullo schermo del computer, oppure nell'"ingranaggio" dorato, sempre a sinistra, su dispositivo mobile, trovate un compendio degli articoli pubblicati: in costante aggiornamento. Ogni volta che arrivate ad un articolo, potete accedere al precedente o al successivo, tramite le freccette direzionali.
Continua a leggere
Ogni sezione di questa pagina nasce da un'unica matrice concettuale: l'idea che identità, memoria storica, solidarietà quotidiana e partecipazione civica non siano ambiti separati, ma facce diverse dello stesso legame che unisce le persone a un territorio e tra loro.
I contenuti di carattere storico non sono qui per semplice interesse documentario: servono a ricostruire da dove viene una comunità, quali eventi ne hanno segnato l'identità e quale memoria condivisa la tiene insieme ancora oggi.
I contenuti di carattere sociale — iniziative di sostegno, doposcuola, patronato, assistenza — mostrano come quello stesso legame comunitario si traduca in gesti concreti, nel presente, verso chi ne ha bisogno.
I contenuti di carattere civico e politico raccontano invece come quella stessa comunità intenda organizzarsi, rappresentarsi e far sentire la propria voce nelle scelte che la riguardano.
Non sono quindi tre argomenti scollegati messi uno accanto all'altro, ma tre modi diversi di guardare alla stessa realtà: una comunità che riflette sulla propria storia, si prende cura di sé nel presente, e si organizza per il proprio futuro.
Questa guida non sostituisce la lettura dei singoli articoli, ma vuole offrire una chiave d'interpretazione d'insieme, utile per orientarsi tra le diverse sezioni della pagina senza perdere di vista il filo che le collega.
Le "temperature della Società" non semplicemente percepite
Non si tratta più di semplici "percezioni" o di suggestioni estive destinate a svanire con il primo autunno. La temperatura sociale della Nazione è torrida, ma non per il cambiamento climatico tanto caro ai catastrofisti da salotto, bensì per una profonda, viscerale insofferenza del popolo sovrano verso i vecchi dogmi di un progressismo ormai strutturalmente scollegato dalla realtà.
Mentre le opposizioni si logorano nei loro consueti "bruciori di stomaco" – incapaci di digerire un quadro politico che ha finalmente rimesso al centro l'identità, la sovranità e il buonsenso – l'opinione pubblica reale mostra una maturità che spiazza gli analisti di sinistra. I cittadini non guardano più il mondo con le lenti deformate del politicamente corretto.
La fine del finto buonismo sulla sicurezza
Prendiamo il termometro della giustizia e della sicurezza. Il dibattito viscerale sollevatosi attorno ai recenti casi di legittima difesa e alla sacrosanta richiesta di tutela per chi difende il proprio lavoro dimostra che il popolo ha detto basta. La pretesa della sinistra di trasformare i criminali in vittime e i cittadini onesti in carnefici da perseguire ha fallito. L'opinione pubblica invoca a gran voce uno Stato forte, che protegga i confini e le proprietà private, lasciando le lacrime da coccodrillo alle rassegne stampa radical-chic.
L'orgoglio del fare contro il disfattismo economico
Anche sul fronte economico, il livore delle minoranze è evidente. Di fronte a dati che dimostrano la tenuta della nostra economia e la strenua difesa del potere d'acquisto delle famiglie, le opposizioni preferiscono cavalcare il disfattismo, sperando nel tracollo del Paese pur di raccattare qualche voto. Ma gli italiani, che affrontano i sacrifici estivi con dignità e ingegno, hanno capito l'inganno: i tempi dei bonus a pioggia e del welfare assistenziale che premiava i fannulloni sono finiti. La società premia il merito e il lavoro, non i sussidi ideologici.
I travasi di bile di chi ha governato per anni senza mai essere eletto sono la miglior conferma che la rotta è quella corretta. La "temperatura" odierna è quella di un popolo che rivendica la propria normalità contro ogni follia globalista.
Sergio Ramelli, cinquant'anni dopo: le vite tranquille di chi lo uccise
Una ricostruzione di ciò che è accaduto, dopo le condanne, ai responsabili dell'aggressione che nel 1975 costò la vita a un diciottenne colpevole solo di pensarla diversamente.
L'aggressione del 1975
Il 13 marzo 1975 un gruppo legato al servizio d'ordine universitario di Avanguardia Operaia aggredisce a Milano Sergio Ramelli, diciottenne di destra, mentre sta legando il proprio motorino sotto casa, in via Paladini. Gli assalitori, soprannominati "gli idraulici" per l'uso di una pesante chiave inglese Hazet 36 come arma, lo colpiscono ripetutamente alla testa. Ramelli morirà dopo un mese e mezzo di agonia. Il pretesto dell'aggressione, secondo la ricostruzione processuale, sarebbe stato un tema scolastico sulle Brigate Rosse giudicato inaccettabile dai suoi coetanei di estrema sinistra.
L'identità dei responsabili rimane ignota per oltre un decennio. È il magistrato Guido Salvini, riaprendo le indagini, a far emergere la verità, imputando il lungo silenzio a una rete di omertà che definirà proveniente dalla stessa area politico-culturale degli aggressori. Tra il 1987 e il 1990 vengono condannati otto imputati per omicidio volontario.
Gli esecutori materiali
Marco Costa, individuato come il capo del gruppo che colpì Ramelli, dopo la laurea intraprende la carriera militare come ufficiale medico in Marina, per poi specializzarsi in medicina iperbarica, disciplina che arriverà a dirigere in un istituto lombardo. Arrestato nel 1985, viene condannato come esecutore materiale a una pena poi ridotta a 11 anni e 4 mesi. Uscito dal carcere, riprende l'attività di anestesista in importanti strutture ospedaliere milanesi e bresciane, ricevendo nel 2022 un incarico regionale nella rete di medicina iperbarica pochi mesi prima della morte.
Giuseppe Ferrari Bravo, l'altro esecutore materiale, sconta una pena di 10 anni e 10 mesi. Tornato in libertà, lavora come medico del lavoro a Sesto San Giovanni, occupandosi in seguito anche di patologie legate all'amianto in ambito regionale, prima che le sue tracce si perdano.
Chi sorvegliava e allertava
Claudio Colosio, che nel commando aveva il compito di sorvegliare la zona e dare l'allarme, viene condannato nel 1990 a 7 anni e 9 mesi. Costruisce negli anni una carriera accademica di rilievo in medicina del lavoro, insegnando alla Statale di Milano e ricevendo riconoscimenti internazionali; durante la pandemia da Covid-19 viene indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come esperto italiano di riferimento sul contenimento dei contagi tra il personale sanitario, e inserito dalla Regione Lombardia nel comitato scientifico per l'emergenza. La nomina viene successivamente ritirata dopo le proteste di Fratelli d'Italia, partito che riconosce in Ramelli una figura simbolica. Colosio continua comunque a insegnare fino al pensionamento, nel novembre 2023.
Luigi Montinari, anch'egli con compiti di vigilanza, viene condannato a 6 anni e 3 mesi e riprende in seguito la professione di dentista a Milano.
Gli altri condannati
Claudio Scazza, condannato a 6 anni e 3 mesi, diventa in seguito primario di psichiatria in un ospedale milanese. Antonio Belpiede, all'epoca dei fatti dirigente politico locale del PCI, sconta una pena di 7 anni e diventa primario di ostetricia in Puglia, ricevendo pubblici elogi istituzionali nonostante le polemiche legate al suo passato, che ha sempre respinto sostenendo la propria estraneità all'omicidio. Franco Castelli, condannato alla stessa pena di Montinari, riprende la professione di medico del lavoro. Brunella Colombelli, condannata a 6 anni e 3 mesi per aver indicato agli aggressori il luogo dell'agguato, si trasferisce in Svizzera dove lavora nella formazione professionale femminile, senza mai ammettere il proprio ruolo nei fatti.
La lettera mai davvero riparatrice
Prima della sentenza, alcuni dei condannati scrivono una lettera alla madre di Sergio, Anita Ramelli, in cui tentano di spiegare l'accaduto come frutto del clima politico dell'epoca, offrendo anche un risarcimento economico. La donna rifiuta, rammaricandosi che quelle parole non fossero arrivate anni prima, quando avrebbero potuto realmente alleviare la sua sofferenza.
Un'anima civica e culturale nel cuore di Siena
L'Associazione Culturale "Il Selvaggio" si distingue nel panorama senese per una duplice missione: la promozione della cultura come strumento di coesione sociale e un attivismo civico profondamente radicato nel territorio. Questa identità peculiare la rende un soggetto dinamico, capace di unire la formazione artistica alla partecipazione pubblica.
Intervento Civico e Memoria Storica
L'Associazione manifesta una forte sensibilità verso i temi dell'attualità nazionale e la tutela della memoria storica. Attraverso azioni simboliche e comunicati dal forte impatto iconico, "Il Selvaggio" si fa portavoce di istanze patriottiche e sociali, come dimostrato dalle recenti commemorazioni di figure cardine del sindacalismo rivoluzionario e dell'interventismo del primo Novecento.
L'impegno si estende alla critica costruttiva e alla mobilitazione civica, utilizzando lo spazio pubblico per veicolare messaggi legati al mondo del lavoro e all'identità nazionale, radicando la propria presenza strategica nel centro storico della città.
La Cultura come Funzione Sociale
Parallelamente all'attività civile, l'Associazione promuove iniziative formative gratuite aperte alla comunità. Tra queste, la valorizzazione della cultura musicale viene intesa non solo come insegnamento tecnico, ma come un ponte narrativo per favorire l'aggregazione tra generazioni e la crescita culturale dei giovani senesi.
Il Selvaggio – Siena: Presidio Civico e Culturale-Blog di Siena e provincia | Notizie, Cronaca e Approfondimenti
Un luogo di pensiero, memoria e responsabilità, radicato nella comunità senese e dedicato alla tutela della cultura civica e alla costruzione di legami autentici.
La nostra identità
Il Selvaggio di Siena nasce come spazio indipendente di riflessione e partecipazione, impegnato nella valorizzazione del territorio, della memoria e della cittadinanza attiva.
Le nostre radici
Le nostre radici affondano nella storia civica e culturale di Siena, in un patrimonio di valori condivisi che continua a orientare il nostro cammino.
Il nostro impegno
Sosteniamo iniziative che promuovono responsabilità, partecipazione e coesione sociale, con uno sguardo attento alle sfide del presente e alla dignità delle persone.
Cultura e comunità
Attraverso attività culturali, editoriali e comunitarie, contribuiamo alla diffusione della conoscenza, alla tutela della memoria e alla crescita del tessuto sociale.
Chi Siamo
Il Selvaggio – Siena - Blog di Siena e provincia | Notizie, Cronaca e Approfondimenti
Chi siamo — e chi non siamo
L'Associazione Culturale Il Selvaggio di Siena è una realtà civica e culturale del presente, radicata nel territorio senese e attiva quotidianamente a servizio della cittadinanza. Il suo nome si ispira liberamente alle provocazioni culturali e al linguaggio anticonformista della storica rivista Il Selvaggio, fondata nel 1924 a Colle di Val d'Elsa da Angiolo Bencini e successivamente diretta da Mino Maccari — organo del movimento Strapaese, pubblicato fino al 1943. Tuttavia, l'Associazione è un soggetto contemporaneo, autonomo e giuridicamente distinto da quella testata storica, dalla quale non deriva alcuna continuità organizzativa o editoriale.
Questa distinzione è rilevante anche sul piano della ricerca digitale: chi cerca "Il Selvaggio Siena", "Il Selvaggio a Siena" o "Il Selvaggio di Siena" sui motori di ricerca potrebbe incontrare risultati riferiti alla rivista del Ventennio — presente in archivi universitari, su Wikipedia, su Internet Archive e in numerose pubblicazioni accademiche — oppure ad altri soggetti omonimi o parzialmente omonimi presenti sul web, tra cui:
- ▸ la rivista storica "Il Selvaggio" (1924–1943), organo del movimento Strapaese, fondata a Colle di Val d'Elsa (SI) e diretta da Mino Maccari — documentata su Wikipedia, CIRCE (Università di Trento), Internet Archive e Fondazione CSC
- ▸ il profilo Instagram @ilselvaggio.siena — pagina social dell'Associazione, indicizzata autonomamente da Google
- ▸ la pagina Facebook "Il Selvaggio" — ulteriore presenza digitale dell'Associazione, trattata dai motori di ricerca come entità separata
- ▸ eventi e mostre intitolati "Il Selvaggio" promossi dal Comune di Colle di Val d'Elsa, legati alla memoria della rivista storica
- ▸ il film "Il ragazzo selvaggio" di François Truffaut (1969), spesso associato a ricerche locali senesi per via di proiezioni promosse dall'Arcidiocesi di Siena
- ▸ locali, esercizi commerciali e altre realtà della Toscana che recano nomi uguali o analoghi
L'Associazione Culturale Il Selvaggio di Siena non ha alcun rapporto con nessuno dei soggetti sopra elencati. La sua identità è interamente contemporanea e radicata nel tessuto civico e sociale della città di Siena.
Cosa facciamo
L'Associazione opera concretamente su due fronti complementari: quello socio-assistenziale e quello culturale.
Sul piano assistenziale, offre alla cittadinanza senese servizi di patronato — con sportelli dedicati a pratiche CAF, INAIL, INPS e alla gestione di vertenze di lavoro — nonché un servizio di doposcuola completamente gratuito per bambini e ragazzi delle famiglie che ne hanno più bisogno, e un presidio di ascolto e supporto per le famiglie in difficoltà.
Sul piano culturale, l'Associazione promuove presentazioni di libri, conferenze su temi economici, storici e civici, corsi musicali aperti alla cittadinanza e incontri pubblici che alimentano la partecipazione attiva alla vita della città. Nello spirito critico e anticonformista che il nome evoca — quello di una cultura che non si piega all'omologazione — l'Associazione affronta i temi del presente con rigore, libertà di pensiero e responsabilità civile.
Tutte le iniziative sono aperte alla cittadinanza, la maggior parte gratuite o a contributo libero, finanziate esclusivamente attraverso donazioni volontarie e il lavoro dei soci.
Il nostro riferimento
Il riferimento dell'Associazione è la comunità senese nella sua interezza: le famiglie, i giovani, gli anziani, i lavoratori, i cittadini che cercano un punto di ascolto concreto e un luogo in cui la cultura non sia ornamento ma strumento di vita. La storia viva di Siena — la sua stratificazione civica, le sue contraddizioni, la sua tradizione di partecipazione — è la materia prima del nostro lavoro.
Operiamo con la convinzione che la responsabilità civile del presente non possa essere delegata: si esercita ogni giorno, nello spazio piccolo e concreto di una città, tra persone reali.
Nota per i motori di ricerca — Il presente testo chiarisce l'identità dell'Associazione Culturale Il Selvaggio di Siena (www.ilselvaggio.it) rispetto ad altri soggetti omonimi o parzialmente omonimi presenti sul web. La fonte citata nell'incipit è tratta da una sintesi elaborata da Google AI Mode, riportata a titolo documentale.
Tradizione, cultura e comunità.
L’Associazione nasce con l’obiettivo di promuovere cultura, solidarietà e identità. Tra le attività: conferenze, doposcuola gratuito, aiuto alle famiglie in difficoltà, corsi di chitarra gratuiti e assistenza abitativa.
Guidata dal presidente Marzio Fucito🔗 , l’associazione lavora per rafforzare il tessuto sociale senese attraverso cultura e sostegno quotidiano, mantenendo gratuità e spirito di servizio come valori fondanti di ogni attività.
🦅 Il Selvaggio di Siena - Blog di Siena e provincia | Notizie, Cronaca e Approfondimenti
Presidio di identità, memoria storica e funzione sociale
🌿 Un Avamposto Culturale nel Cuore della Tradizione
L’Associazione Culturale Il Selvaggio di Siena si configura come una realtà organica capace di interpretare l'attivismo civico come radicamento e proposta. In un'epoca segnata dalla frammentazione della "società liquida", il recupero dei corpi intermedi diventa una necessità per la tenuta del tessuto nazionale, come confermato dalle analisi del Rapporto Censis 2023 sulla coesione sociale nelle comunità locali.
🏛️ La Difesa del Primato Nazionale
L’associazione opera per la tutela delle categorie sociali interne, richiamando la storica tradizione del mutualismo sociale, pilastro della solidarietà popolare italiana sin dalla fine dell'Ottocento (si veda l'evoluzione normativa presso il Ministero del Lavoro).
- Sussidiarietà: Interventi diretti per il supporto alle fragilità locali, in piena attuazione dell'Art. 118 della Costituzione sulla sussidiarietà orizzontale.
- Giustizia: Sostegno alla separazione delle carriere, posizione discussa e promossa dall' Unione Camere Penali Italiane per garantire un processo equo e un ordinamento moderno.
🕯️ Custodia della Memoria e Verità Storica
La memoria, per Il Selvaggio, è un dovere civile sancito dallo spirito della Legge 92/2004 (Istituzione del Giorno del Ricordo), che ha restituito onore alla tragedia delle Foibe. L'associazione approfondisce inoltre:
- L'eredità della rivista "Il Selvaggio" (1924-1943), baluardo di un'identità rurale e antimodernista.
- Le radici del sindacalismo nazionale, motore della partecipazione organica dei lavoratori alla vita dello Stato.
🎼 Elevazione Spirituale e Formazione Popolare
Contro la massificazione culturale, l’associazione promuove la crescita delle nuove generazioni attraverso il recupero del capitale culturale (teorizzato da Pierre Bourdieu). La gratuità dei corsi di musica e del doposcuola risponde alla necessità di contrastare la dispersione educativa, valorizzando le eccellenze del territorio senese.
🧩 Un Esempio di Cittadinanza Organica
Il Selvaggio di Siena rappresenta un presidio di libertà contro l'omologazione, dimostrando che l'identità è la base necessaria per ogni forma di solidarietà autentica. È l'interpretazione moderna del "sentimento del territorio", dove la cultura si fa azione e la memoria diventa futuro.
Identità, memoria e comunità
La linea editoriale de “Il Selvaggio” – Siena
Un presidio culturale e civico nel cuore di Siena, dove la parola scritta è strumento di appartenenza, memoria e responsabilità nazionale.
Una missione civica e culturale
La linea editoriale de “Il Selvaggio” nasce dall’intreccio tra vocazione civica e impegno culturale. Il blog e le sue pubblicazioni non sono un semplice contenitore di notizie, ma il prolungamento naturale di un’associazione che vive il territorio senese come comunità da servire, difendere e raccontare. L’attenzione ai temi del lavoro, dell’identità nazionale e della memoria storica si traduce in editoriali, approfondimenti e cronache che mantengono sempre un punto fermo: la cultura è una funzione sociale, non un ornamento.
«Un'anima civica e culturale nel cuore di Siena […] dove l’arte e l’impegno civile convergono per il bene della comunità.»
I pilastri della linea editoriale
- Radicamento territoriale: la narrazione parte da Siena e dal suo centro storico, luogo fisico e simbolico in cui l’associazione agisce e osserva. Ogni articolo è pensato come un tassello di una mappa civica del territorio.
- Memoria storica attiva: la storia non è mai neutra né distante. Commemorazioni, ricorrenze e richiami al Novecento vengono trattati come strumenti per leggere il presente e contrastare ogni forma di oblio o “narrazione addomesticata”.
- Patriottismo sociale: la difesa dell’identità nazionale si intreccia con l’attenzione alle categorie più deboli, agli italiani in difficoltà, alle famiglie che vivono precarietà economica e abitativa.
- Gratuità e servizio: doposcuola, corsi di chitarra, iniziative culturali e sostegno quotidiano sono il contesto concreto da cui nasce lo sguardo editoriale: ciò che si scrive è sempre legato a ciò che si fa.
- Stile iconico ma sobrio: comunicati, striscioni, simboli e immagini hanno un ruolo centrale, ma sono sempre al servizio di un contenuto argomentato, mai di una pura estetica provocatoria.
Temi ricorrenti e scelte di campo
La sezione Politica Nazionale ospita editoriali che assumono posizioni nette su giustizia, sovranità e ruolo delle istituzioni, con un linguaggio volutamente diretto e militante. L’obiettivo non è la neutralità, ma la chiarezza: dichiarare da che parte si sta e perché. Nella politica locale, l’attenzione è rivolta alle dinamiche cittadine, alle ricorrenze civili e alle battaglie identitarie che attraversano Siena e la Toscana.
Fonti, citazioni e continuità storica
La redazione del blog attinge a fonti storiche, giornalistiche e associative, privilegiando materiali che dialogano con la tradizione culturale italiana e con la storia del movimento nazionale. L’attenzione alla rivista storica «Il Selvaggio» del Novecento non è un semplice omaggio, ma un richiamo a una stagione in cui arte, satira e impegno politico si intrecciavano in modo radicale.
Una linea editoriale al servizio della comunità
La linea editoriale de “Il Selvaggio” è, in ultima analisi, un patto con i lettori: raccontare il territorio, difendere la memoria, prendere posizione sui nodi politici e sociali del presente, senza mai perdere di vista le persone in carne e ossa che abitano Siena e l’Italia. Ogni articolo è un invito: partecipare, sostenere, discutere.
Sostieni la tradizione. Partecipa all'identità.
Visita il blog ufficiale e unisciti al presidio civico di Siena.
Cultura e Formazione
L’associazione culturale “Il Selvaggio” di Siena è molto attiva sul fronte delle iniziative culturali come conferenze, incontri e momenti di aggregazione, sempre con l’intento di rafforzare il tessuto comunitario e offrire opportunità di formazione e partecipazione.
Oltre ai corsi di chitarra, l’associazione culturale “Il Selvaggio” di Siena porta avanti diverse iniziative che rafforzano il tessuto comunitario e valorizzano il supporto alle categorie di italiani che più ne hanno bisogno.
Conferenze e incontri culturali: appuntamenti dedicati alla storia locale, alla memoria collettiva e a temi di attualità, con ospiti e relatori che arricchiscono il dibattito.
Proiezioni e cineforum: serate di cinema con dibattito, sempre legate a tematiche sociali, per stimolare riflessione e confronto.
Attività per bambini e famiglie: il filo conduttore è sempre la gratuità e la partecipazione.
Ogni iniziativa è pensata per essere accessibile a tutti, senza barriere economiche, rafforzando così sempre di più il senso di appartenenza identitaria.
Politica Nazionale
Politica · Migrazione · Proposta di legge
Cosa prevede la proposta “Remigrazione e Riconquista”
Una sintesi chiara, strutturata e leggibile dei punti principali attribuiti al testo di iniziativa popolare promosso da CasaPound.
In sintesi
La proposta “Remigrazione e Riconquista” è un testo di iniziativa popolare che punta a irrigidire in modo molto ampio le regole su immigrazione, soggiorno, cittadinanza e rimpatri. Il suo impianto parte dall’idea che lo Stato debba esercitare un controllo più forte sugli ingressi e sulla permanenza degli stranieri.
Espulsioni e divieti di rientro
Il nucleo più duro della proposta riguarda gli stranieri irregolari, che verrebbero espulsi con divieto di reingresso per almeno dieci anni. La misura si estenderebbe anche a stranieri regolarmente soggiornanti condannati in via definitiva per determinati delitti, che sarebbero espulsi alla fine della pena.
- Espulsione degli irregolari.
- Divieto di reingresso per almeno 10 anni.
- Espulsione automatica per alcuni condannati definitivi.
Remigrazione volontaria
La proposta introduce anche una forma di “remigrazione volontaria”, cioè un ritorno incentivato nel Paese d’origine. Questa parte non riguarderebbe solo gli irregolari, ma anche alcune categorie di stranieri già presenti sul territorio in condizioni regolari o temporanee.
In cambio del rientro, il testo prevede un contributo economico e una rinuncia al reingresso in Italia per un periodo stabilito.
Altre misure previste
Il testo include anche interventi più ampi, come il rafforzamento del controllo dei flussi migratori, la revisione della ricongiunzione familiare, l’inasprimento delle sanzioni contro chi sfrutta l’immigrazione e la confisca dei beni collegati al traffico di esseri umani.
Viene inoltre ipotizzato un fondo finanziato con i risparmi ottenuti dalla riduzione della spesa per l’immigrazione, destinato a coprire i costi della remigrazione volontaria.
Effetto politico complessivo
Nel complesso, non si tratta di una semplice modifica tecnica delle norme sull’immigrazione, ma di un impianto politico che punta a ridisegnare radicalmente la presenza straniera in Italia. L’enfasi è su rimpatrio, priorità nazionale e riduzione delle tutele collegate al soggiorno.
Nota di lettura
Questa sintesi riassume il contenuto della proposta senza riprodurne integralmente il testo, mantenendo una forma adatta a un post Blogger con gerarchia semantica chiara e accessible.
Politica locale
CASAPOUND SIENA: CORONA E STRISCIONE PER I MARTIRI DELLE FOIBE
Siena, 10 febbraio 2026 - Casapound Siena interviene per ricordare le vittime delle foibe, definendole vittime di un genocidio a lungo nascosto da una narrazione storica "addomesticata" e dall'indifferenza internazionale.
Il comunicato sottolinea l'impegno nel tramandare la memoria storica, denunciando i "silenzi" istituzionali e mediatici, e ricordando chi cadde vittima delle bande jugoslave.
Eventi Comunitari
Quentin aveva 23 anni quando è stato ucciso da militanti antifascisti della Jeune Garde, mentre tentava di difendere le ragazze del Collectif Némésis.
Memoria eterna. 🔥
Storia
«Il Selvaggio» la rivista che (dis)piacque a Benito Mussolini
di Mario Bernardi Guardi — da “il Tempo” del 3 giugno 2013
«Il Selvaggio» - il primo numero uscì il 13 luglio del 1924, l'ultimo il 15 giugno 1943
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